Differenza tra olio di oliva, vergine e extravergine

In molti si chiedono quale sia la differenza tra olio di oliva, vergine e extravergine e in che modo sia regolata questa classificazione.

La prima differenza tra questi tre oli separa l’olio di oliva dall’olio di oliva vergine e dall’olio di oliva extravergine. Sia l’olio di oliva vergine che l’olio di oliva extravergine infatti, fanno parte della categoria degli oli vergini, classificazione che racchiude gli oli che non subiscono alterazioni e di cui non fa parte l’olio di oliva.

Olio di oliva: classificazione

L’olio di oliva si ricava da una miscela composta da un olio raffinato (ottenuto con l’aggiunta di sostanze chimiche) e un olio vergine. Nel caso dell’olio di oliva l’acidità, che viene espressa in acido oleico, non deve superare 1 grammo ogni 100 grammi.

Oli vergini: classificazione

Gli oli vergini, che si ottengono tramite un processo meccanico di estrazione, non vengono in alcun modo trattati con solventi né con processi chimici. I trattamenti riservati a questo tipo di oli si limitano a lavaggio, centrifugazione, decantazione e filtrazione. Perché un olio possa essere definito vergine è quindi necessario che non subisca nessun tipo di alterazione.

Olio di oliva vergine e olio di oliva extravergine: le differenze

La principale differenza tra l’olio di oliva e l’olio extravergine si trova nelle qualità organolettiche e nella percentuale di acidità.

Per l’olio di oliva vergine, l’acidità può raggiungere un massimo di 2 grammi per 100 grammi. Per l’olio extravergine il limite massimo è fissato a 0,8 grammi per 100 grammi.

Per quanto l’acidità dell’olio di oliva sia inferiore a quella dell’olio di oliva vergine, questo tipo di olio è considerato di qualità inferiore perché ottenuto da olive che possono avere difetti e perché miscela oli che subiscono processi differenti.

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